IMPA – la città

di Diego Scarponi

Italia/Argentina 2019, 90′

ospite in sala il regista

L’ingresso pomeridiano è gratuito grazie al contributo di Auser e Camera del Lavoro Savona. Ingresso serale 5€

Orario

mer 24 nov (17.30 – 21.00)

Trama

Da oltre venti anni l’IMPA è una “fabrica recuperada”, ovvero autogestita da una cooperativa di lavoratori. Nella metà degli anni ‘50, i lavoratori dello stabilimento erano circa 3.000. Al momento dell’occupazione, nel 1998, gli operai erano circa un centinaio, mentre oggi sono meno di 50: da subito si decide di condividere gli spazi lasciati vuoti dalla fabbrica – che sono sconfinati – con il quartiere che ospita lo stabilimento, Almagro. IMPA diventa in breve tempo – per tutta Buenos Aires – un propulsore di socialità, cultura, educazione. Mentre la produzione di manufatti in alluminio prosegue, dentro IMPA nascono un centro di formazione, una università popolare, una radio e una tv autogestite, quattro compagnie teatrali e molto altro ancora. Il film tratteggia un affresco corale di questo formidabile esperimento, in costante evoluzione, attraverso una struttura a mosaico in cui all’osservazione partecipante si mescolano le testimonianze delle singole storie della moltitudine di individui che popolano IMPA.

Mettere piede in IMPA è stato per me entrare in un mondo distante, fino a quel momento conosciuto solo di riflesso e in maniera parziale. IMPA invece è grande e reale, e le vicende che la animano sono concrete, potenti, vive. La principale spinta a far conoscere questa realtà è quella di mostrare la sua irriducibile unicità e complessità, che rende questo isolato nel cuore di Buenos Aires uno scenario ricchissimo. Sono entrato in IMPA per osservare il suo funzionamento profondo: volevo stare a vedere questo grande organismo complesso senza pregiudizi, ma con curiosità e capacità di ascolto. Con la sensazione che la forma espressiva più onesta per raccontare una storia collettiva come quella di IMPA, che di fatto è la storia di un enorme contenitore (e delle esistenze che lo attraversano), sia quella dell’osservazione partecipante. Il cinema diretto, i suoi strumenti, la capacità di stare a fianco delle persone che abitano IMPA è così stato il modo che mi ha guidato, con attenzione ed empatia, alla continua ricerca della giusta distanza.
(Diego Scarponi)