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  Il nuovofilmstudio nasce il 28 dicembre 2002 dalle ceneri del Filmstudio
di Mirko Bottero.

L’attività dello storico cinema d’essai di piazza Diaz era cessata il 28 dicembre 2001 per esecuzione di sfratto.

Da quella data Savona era restata senza sala cinematografica d’essai per circa 400 giorni.

 
Preistoria: il circolo Calamandrei

Chi non conosce la storia del circolo culturale Piero Calamandrei, non può capire né la storia del Filmstudio, né la tristezza dei savonesi alla notizia della chiusura del cinema di piazza Diaz.
Il circolo culturale Calamandrei è stato uno dei punti di riferimento del dibattito culturale economico e politico di Savona dal 1948 al 1974.
Erano anni fatidici per la storia d'Italia, c'era necessità di discutere, di capire e la cultura era allora - ed è oggi - la chiave di volta per fare chiarezza.
Dedicato ad un uomo che era stato una delle voci più nobili della Resistenza italiana, il circolo aveva la propria sede in via Pia 1, in una saletta angusta dove si faceva tardi per discutere.
Savona in quegli anni era una città industriale di circa 80.000 abitanti in crescita economica, aperta al mondo, simpaticamente rissosa, molto viva, completamente diversa dalla Savona odierna, città di 60.000 abitanti con tutte le attività industriali smantellate, avviata sulla strada del turismo.

Il Calamandrei nasce grazie ad un gruppo di intellettuali, alcuni impegnati in politica, altri cani sciolti - si direbbe oggi - che hanno voglia di dibattere discutere e confrontarsi su problemi nazionali e internazionali.
Facevano parte del direttivo e del comitato organizzativo nomi importanti della città quali Arrigo Cervetto, Giuseppe Racca, Gerolamo Assereto, professoresse che diventeranno in seguito importanti scrittrici e operatrici culturali come Gina Lagorio, e anche Ugo Tombesi e Franco Savasta, giovani intellettuali in cerca di una indentità. Tutta gente “fuori dal coro”.
Presidente del Calamandrei è l’avvocato Pierfranco Beltrametti, mentre Mirko Bottero, entrato a far parte del circolo in seguito, nel 1958 ne diventa segretario.
Il Circolo Calamandrei organizzava conferenze su temi di ogni tipo e la sua attività copriva teatro, cinema, letteratura ed aveva momenti particolari rivolti direttamente ai giovani savonesi, come ad esempio i "sabati studenteschi", in cui si discuteva di scuola ma anche di cinema.

Per avere maggiori dettagli sull'attività del Calamandrei vi rimandiamo al bimestrale del circolo degli Inquieti "La Civetta della Liguria d'Occidente" anno VIII n.3 giugno luglio 03 che potete richiedere mandando una mail all'indirizzo: lacivetta@circoloinquieti.it.

Dal Calamandrei al nuovofilmstudio

Il circolo Calamandrei ebbe sempre un occhio di riguardo per il cinema.
L’elenco delle proiezioni e dei dibattiti sul cinema è lunghissimo: ricordiamo tra tanti l’arrivo di Michelangelo Antonioni a tenere una conferenza su Nuovo cinema sperimentale italiano. Erano negli anni 70.
Altra presenza nel panorama cinematografico savonese era il critico Guido Aristarco che tenne una conferenza sul tema Aspetti del cinema e della realtà italiana.
Molte furono le conferenze sui film, che venivano proiettati principalmente presso la sala cinematografica dei Salesiani di Savona.
Il cinema rappresenta proprio la continuità ed il passaggio tra la vecchia realtà e quella nuova. Ne è l’artefice negli anni '70 il vulcanico Tatti Sanguineti che organizza tra il '70 e il '77 sei edizioni di una rassegna che fu la passerella che traghettò il Circolo Calamandrei verso Il Filmstudio: "Momenti di un cinema italiano".
Non è casuale il titolo, che apre al cinema non di cassetta verso il quale d’altra parte fu orientata tutta la ricerca cinematografica del Calamandrei, attenta alla programmazione d’essai proposta dai cineclub di allora.
Nel nome dato alla rassegna è importante notare l’articolo indeterminativo, "...di un cinema italiano", si trattava infatti al contrario di un elemento assai determinativo e determinante: stava ad indicare quel cinema lontano dai premi ufficiali, quello del festival di Pesaro, di Glauber Rocha, quello che raccontava un altro mondo ed un’altra Italia.
Nemmeno le date sono casuali: nel '70 il Calamandrei era ancora in vita come attività di circolo e patrocinò la rassegna.
Nel '74 il Circolo chiuse ma la rassegna andò avanti lo stesso: anime di essa Mirko Bottero, Tatti Sanguineti, Carlo Freccero ed Aldo Grasso.
L’ultimo anno della rassegna segnò l’inizio del progetto del Filmstudio che aprì nel 1978 in piazza Diaz 46/R, tuttora sede del Nuovo Filmstudio.
Il 27 aprile 1978, davanti al notaio Enzo Motta, 3 ferrovieri (Mirko Bottero, Giorgio Esposto e Maurizio Duce) due impiegati (Fulvio Galleano e Valerio Debenedetti Caroti) ed un insegnante (Carlo Freccero) fondano il Circolo di Cultura Cinematografica Filmstudio.
Il circolo aderisce all’ARCI, fissa in lire duemila la quota associativa ed elegge Mirko Bottero quale suo Presidente.
Il fine essenziale definito nello statuto della neonata associazione era “lo sviluppo e la diffusione della cultura cinematografica, particolarmente attraverso la visione di film in forma privata". Senza scopo di lucro, si aggiungeva.
La sala proiettava quotidianamente, come oggi, con spettacoli pomeridiani e serali. Il nome era imitazione del Filmstudio di Roma, nato nella capitale nel 1967.
Nell’atto costitutivo del Filmstudio savonese c’è anche una data di chiusura: 31 dicembre 2050.
L’ ultimo spettacolo fu invece il 27 dicembre 2001.
Il film che chiuse la programmazione fu Monson Wedding di Mira Nair. I savonesi non videro mai quello già programmato per il giorno dopo dal titolo un po’ menagramo o bene augurante, a seconda dei punti di vista: Domani andrà meglio di Jean Labrune.
Il 28 dicembre del 2001 si concluse l’esperienza della “piccola Broadway savonese”, come ebbe a definirla Carlo Freccero perchè il Filmstudio era nato come sala di spettacolo: non solo cinema, ma teatro, cabaret, musica, arte , letteratura...
La vicenda si concluse dopo un contenzioso infinito tra Mirko Bottero ed i proprietari dei muri della sala, contenzioso che ebbe inizio nel 2001 per un aumento di affitto e che divenne poi contenzioso sull’acquisto. Mirko aveva offerto 600 milioni, i proprietari chiedevano un miliardo.
Nel frattempo Mirko aveva perso i suoi moschettieri: agli inizi degli anni '80 Tatti Sanguineti si era trasferito a Milano. Aldo Grasso c’era già, laureato e sulla via di diventare professore alla Cattolica di Milano. Freccero sarebbe partito di lì a poco per lavorare con un giovane imprenditore televisivo, un certo Silvio Berlusconi...

In seguito allo sfratto esecutivo è nato un Comitato di cittadini che ha lottato a lungo per la riapertura al pubblico che è avvenuta il 30 aprile del 2003 ad opera di un gruppo di giovani savonesi: Corrado e Damiano Meraviglia, Andrea Tessitore, Simona di Tullio, Francesca Bertani, Lorenzo Martinengo, Simone Perna e Francesco Rossello. Alla Presidenza dell'Associazione Felice Rossello, alla Vice Presidenza Angelo Core.

Presidente onorario è Mirko Bottero, l'uomo che ha ispirato, guidato e inventato dal '58 il Calamandrei ed il Filmstudio.